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I SAVI ANTICHITutte le notizie, giorno per giorno, dal mondo dell'anima
1月23日 YEAHYEAH
M'è ritornata la voglia di scrivere: ho appena lasciato un commento sul blog di Fabio ed eccomi qua. Il mondo non è ancora andato a rotoli, anche se manca poco alla realizzazione della profezia dei Maya: in un giorno, che non mi ricordo più, di dicembre 2012 finirà il mondo. Strano che l'industria di massa non si sia ancora adoperata a massificarci in occasione di questo evento che, credo possiamo dirlo senza problemi, avrà portate planetarie. Cammino per i negozi e non vedo gadgets sulla fine del mondo però nascono come i funghi società creditizie che pur di farti prestiti ti lanciano soldi addosso.
- buongiorno
- che cazzo vuole, soldi?
- ecco sì...per la verità...
- ma tieniti stì 50mila euro basta che vai fuori dal cazzo, pezzente!
- grazie. Grazie mille. Voii sì che siete una società seria e affidabile!
Ragazzi non ci siamo, proprio non ci siamo. Devo studiare, devo studiare tanto. Tantissimo. Dopodomani ho un esame di diritto e non me ne frega niente.
Lasciatemi in pace. Liberatemi. Cosa volete da me? Eh?
Ma cosa vi ho fatto?!?
Strafottetevi brutti stronzi. Siete solo dei rompicoglioni!
Deliriooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
Sto delirandooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
Aiuto aiuto! Qualcuno mi aiuti per piacere; c'è un medico in sala? Presto chiamate un'ambulanza! Un uomo sta male! Io sto male, stiamo tutti male. Stiamo maledettamente male!
Possibile che nessuno se accorga?
Possibile che nessuno intervenga?
Possibile che non si vedano scene di sesso ultra-definite per strada?
Vogliamo il sesso. Sesso. Sesso. Sesso. Sex sex sex.
Amico mio! Amico cosa? Ma che cazzo ne sai cos'è l'amicizia? E' una cosa seria, l'amicizia! E' una cosa seria? E' una cosa seria!
Allora ubriachiamoci, strafacciamoci di sesso, di canne, di musica.
Yo creo que la musica es muy importante en la vida de qualquier. Nosotros semos musica. La musica es la alma de nuestra vida, del corazon. Cavron!
But I believe in God, also! And I think my mother is a bitch. My mother? Your mother!
Ciao ciao! 9月4日 OK OK!OK OK!
Ok ok! Sono tornato: saluto everybody e baciamo le mani agli onorevoli.
Son passati più o meno 4 mesi dall'ultima pubblicazione, vero? Eh sì! Ne sono successe di cose. E voi sperate che io adesso vi tedii con un lunghissimo elenco di cazzate fatte durante questi 4 mesi. Ma sono buono. Volevo comunicarvi semplicemente che ci sono, e stavolta più che mai.
Non so se sono rimasto ancora cinico come 4 mesi fa, però un cambiamento interiore ha preso piede in me: sono felice, sono contento...ooooooooooooooohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh yeahhhhhhhhhh.
A dir la verità avevo preso seriamente in considerazione la possibilità di lasciare andare alla deriva questo blog. E sì, perchè quando leggi cattiverie lasciati nei commenti, dettati o dall'ignoranza o da un fattore pregiudiziale ( a volte mi sono visto ritornare alle superiori quando i professori mi davano la sufficienza stiracchiata solo perchè mi chiamo Carmelo ),cominci a chiederti " ma chi cazzo me lo fa fare?".
Invece rieccomi qua. Pronto a divertirmi più che mai con i miei giochi di comunicazione e con la lotta serrata ai luoghi comuni e stereotipi.
LADIES & GENTLEMEN: WELLCOME TO MY SPACE!
Avete mai fatto caso alle macchine parcheggiate per strada? lasciate ovunque nel loro stato di qiuete?
Sono tantissime, occupano le nostre città: marciapiedi, strade, cigli di strade, aree riservate. Hanno occupato tutto. E credo proprio che questa guerra l'abbiano vinta loro. 1 a 0 per le macchine. Lasciate stare per un attimo le auto in circolazione, quelle sono tranqui: le strade le hanno fatte apposta per loro. Ma le auto parcheggiate lungo le strade sono un vero pugno nell'occhio. Quasi non riusciamo a immaginarci com'era quel viale prima che ci parcheggiassero le auto, vero?
E ora chiudete gli occhi e lasciate correre la vostra fantasia. Levate con la forza della ragione tutte quelle auto, cancellatele dai vostri occhi. Date per una volta uno schiaffo al progresso incivile; quello dell'occupazione.
Non si progredisce se si occupa!
Potrebbero inventare una tecnologia in grado di "cancellare" l'immagine visiva dell'auto ferma quando la parcheggiamo: schiacciamo un tastino e pluff...l'auto sparisce. Poi ne schiacciamo un altro quando andiamo via e, di nuovo pluff...riecco la nostra amata autovettura. Riusciremmo finalmente a riappropriarci dei nostri spazi e se non altro otterremmo un meritevole pareggio, 1 a 1, con le macchine.
4月30日 Terrore giornalistiTERRORE GIORNALISTI
Vedo già scritto il prossimo commento, vero?
Stavo pensando.
Stavo pensando agli atti terroristi compiuti negli ultimi 6 anni: 11 settembre New York, 11 marzo Madrid, 7 luglio London.
Stavo pensando che la gente ha paura del mondo islamico, della sua cultura e dei suoi usi.
Stavo pensando che dovremmo aver paura, invece, dei giornalisti.
Ma non solo di loro; anche della televisione, della radio, del videofonino, di Internet, il più veloce, il più vasto e il più pericoloso di tutti.
Cazzo, sono loro i veri terroristi!
Perchè?
Perchè sono loro a parlare fino all'inverosimile dell'accaduto. Ho usato non a caso il verbo parlare e non raccontare, narrare o, meglio ancora, informare.
Eh sì, quanto siamo lontani dal significato originale del verbo informare che, senza vocabolario alla mano, penso sia " raccontare in maniera più oggettiva e distaccata possibile fatti e accadimenti del viver quotidiano ". Quanto sei utopista, Carmelo! Che cazzo hai scoperto, l'acqua calda?!?
Bad news is a good news. Ooooohhhhhhh yeah! What can I think about now? Who cares!
Tralasciando per un istante le immagini trasmesse all'infinito delle Twin Towers che cadono giù come birilli, pensiamo ad esempio come sono stati narrati i fatti di Madrid o di London. Pensate a quanti contenuti suprflui sono stati esposti e resi di pubblico dominio.
Cazzo, non potete venirmi a dire che la telecamera che si sofferma sull'immagine di una madre sofferente per la perdita di un figlio sia informazione. Quella non è affatto informazione. Quello è il cibo che terroristi utilizzano per alimentarsi.
Il terrorismo vive dei giornalisti e delle loro parole!
Il terrorismo vero e proprio sono i giornalisti e le loro parole!
Il ragionamento è semplicissimo, cazzo!
Proviamo ad analizzare con la mente sgombra da pensieri l'11 settembre.
Cosa è successo?
Sono cadute giù le Twin Towers. Sono morte migliaia di persone.
Perchè?
Perchè due boeing si sono schiantati contro.
Chi li ha mandati?
Boooo. Al Quaeda!
Perchè?
Non c'è nessun motivo O meglio, spaventare tutte le persone a questo mondo che non sono morte nell'attentato. L'unico scopo è creare una sorta di paura collettiva che unisca le persone a livello globale.
Bene.
Quindi per rendere possibile ciò ( far cagare addosso le persone ) ci vuole qualcuno che sparga la voce.
Ehi, guardate che c'è Bin Laden che vuole farvi cagare addosso, sentite qua!
E giù brutto con immagini, parole, collegamenti, inviati speciali e non, pensieri, ripensamenti, fillosofi, preti, teste di minchia: tutti a parlare per settimane intere dell'accaduto. Parlare, attenzione, non informare!
Il terrorista ha bisogno di qualcuno che veicoli il suo messaggio e trova nei mass media un'alleato più che speciale.
Cosa si dovrebbe fare allora?
Dedicare alla notizia il giusto tempo, spazio e peso. Perchè se sulla tv continuiamo a vedere i lati, non dico superflui, ma marginali dell'atto in sè allora abbiamo fatto il loro gioco e ci siamo prestati molto bene.
Già li vedo i minuti dopo l'attentato. Davanti al televisore, con una buon narghilè a sentire non tanto quello che dicono, perchè quello lo sanno già, piuttosto quante volte lo dicono.
E' come una campagna pubblicitaria. Quando viene lanciata gli analisti vanno subito a vedere tra i tanti dati se e quante volte il proprio target di riferimento è stato raggiunto. In base a questi dati si plasma la prossima campagna.
BENE. GLI ABBIAMO FATTO PAURA A STE' TESTE DI CAZZO? GUARDIAMO UN PO'...ACCENDIAMO LA TELEVIOSIONE, APRIAMO IL GIORNALE, COLLEGHIAMOCI AD INTERNET, APRI IL CELLULARE, GUARDA SUL TELEVIDEO, ACCEDI AL....
A tutti voi buona fortuna.
by DJ Carme
4月24日 Berceuse re bemolle maggioreBERCEUSE RE BEMOLLE MAGGIORE
Cadono le foglie d'autunno: 1 - 2 - 3...1 -2 - 3.
Regolari, con una pausa sull'ultimo movimento. TA -TAA - TA TAA - TA TAA.
Frederich le osserva: lui è l'unico a godersi in tutta Parigi le vacanze che da estive oramai sono diventate autunnali.
E' novembre ,ormai, su un'isola.
Soffia il vento, sull'isola.
Maiorca è deserta: il Mediterraneo ne accompagna l'esistenza.
Salvifica brezza marina.
Parigi è ancora lontana. Ho una melodia in testa: devo musicare queste foglie.
Il giardino è tutto ricoperto da un tappeto giallognolo ad eccezione di una candida macchia bianca che si armonizza alla perfezione con il Tutto. Svolazza il suo mantello mosso dal vento. Devo musicare anche questo vento.
La sente, è distinta oramai. Ce l'ha in testa, nelle orecchie, nelle mani. Scorre già nel suo sangue, palpita nel suo cuore. Ritmo di valzer vivifico, tempo composto ad oltranza. Basso continuo, melodia divina. Parigi, non vengo, per adesso.
Trillo.
E s'alza in volo: non ho paura, la mia Berceuse mi accompagna. Frederich vola. Può vedere il giardino ricoperto di foglie, la sua casa per intero. Si alza ancora ed ancora. Maiorca è diventata un puntino.
1 - 2 -3 1 - 2 - 3 e adesso giù cromaticamente, aumentando la velocità, aumenando l'intensità, dal piano al mezzo forte, dal mezzoforte al forte, sfiora la superficie increspata del mare livido, caspita come è frizzante, e subito su, su, ancora più su. Ma...aspetta un attimo, un raggio di sole fa capolino in mezzo alle nuvole, corriamo, andiamo a prenderlo.
1 - 2 - 3 1 - 2 - 3 scappa via tra le mani, sembra fatto di sapone.
1 - 2 - 3 1 - 2 - 3 serenità, tranquillità, armonia, melodia, calmi virtuosismi, rapidi lenti e forti piano.
1...2...3
1...
2...
...3
Parigi, ora posso ritornare. 3月13日 Gastroenterite acutaGASTROENTERITE ACUTA
Adoro i luoghi comuni.
Li amo. Ne sono follemente innamorato. Magari riuscissi a trovare un bel luogo comune da sposare.
Sento un'attrazione fatale che mi attira verso tutto ciò che è stagnante, fermo, piatto come l'acqua di uno stagno. Viscido e melmoso come l'acqua di uno stagno. Tranquillo. Come l'acqua di uno stagno.
Datemi uno stereotipo, vi prego, ve ne scongiuro.
Una cicatrice affiora dal buio della stanza: la fioca luce di una lampadina squallida la illumina. Queste sono ferite che non ci si procura giocando a soldatini, e neanche leccando fighe. E un dito indice spesso e calloso tasta i contorni ruvidi di quella cicatrice, ricordo di gioventù che non ne vuole sapere di andare via, ma sempre riaffora alla mente come una boa tormentata dalle onde di un mare in tempesta.
-Ti prego, dammene ancora di quella roba.
Ehi ehi, vacci piano, lo sai benissimo che non posso e che...
- Me ne frego di quello che puoi o non puoi fare. Ti ho chiesto di darmene ancora. Non vedi che sono un'anima in pena?
Lo vedo benissimo in che stato pietoso ti sei ridotto, e sinceramente non credo che questo sia un valido motivo per...
- Non ce la faccio più, un'altra ancora, un'ultima volta. Poi la pianto con questa roba, lo giuro. Lo giuro sulla mia famiglia. Ma fà che il mio sistema nervoso posso assaggiare ancora un po' di quest'ambrosia.
Bill, non fare così. Hai esagerato l'ultima volta. Quasi non mandavi a puttane la tua storia con Jane. E tuo fratello? Cosa mi dici di tuo fratello? Quel povero ragazzo! Per non parlare di tua madre...non c'entrava un cazzo lei e invece, cosa hai combinato, eh?! Io non voglio più essere partecipe dei tuoi casini. E' stato bello all'inizio, ma, come dicono nei migliori film del cazzo, il gioco è bello quando dura poco. Oppure come preferisco dire io, hai mandato a puttane il teorema di Talete.
- Cristo santo, che roba è? Il teorema di Talete?
Secondo il teorema di Talete "meglio due cazzi in culo che un cambiamonete".
- Un cambiamonete?
Sì per l'appunto? Preferiresti un cambiamonete nel tuo didietro?
- No, certo che no, ma...
E allora...
- Sì, però non è che potresti farmi un ultimo favore, te ne sarei grato?
No, Bill, credimi, lo faccio per il tuo bene.
- Maledetto, io ti ammazzo, giuro che ti ammazzo con le mie stesse mani.
Ehi Bill, stà calmo. Lo sai che facendo così ci perdi anche tu, prova a ragionare. Ah, quasi dimenticavo che dovrei essere io a ragionare per te.
- Ti uccido, stronzo maledetto.
L'ombra proiettata sul muro percuote la sua testa con le sue grosse e pesanti mani di ingegn...no...di ragioniere...no, neanche questa va bene, di cantante, politico, filosofo, ben pensante, stupratore, ladro di caramelle, muratore della Val Brembana, ohhhh ecco, questo sì che può andare. Due belle mani di muratore bresciano che lavora in Val Brembana e che bestemmia, accompagnato da un numero incommensurabile di volte dalla parola pota, dalla mattina alla sera. Devono essere due grosse e belle mani, no?
Adesso, perchè mai un uomo deve percuotere la sua testa? Cosa vorrà da lei? Cosa le stava chiedendo di così tanto importante? Perchè i muratori bresciani che lavorano in Val Brembana devono avere per forza le mani gorsse e pesanti? Ma soprattutto: perchè la luce deve essere sempre fioca?
Tutto questo e ben altro ancora vi verrà svelato nel corso della nostra puntata.
E ora, vai con la siglaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.
Signore e signori, mesdames et messieurs, ladies and gentlemen, damas y cavalleros è con profondo orgoglio e rispetto, nonchè con una non trascurabile emozione che sono lieto di presentarvi, qui, davanti ai vostri occhi, gentile pubblico, un personaggio che ha dell'incredibile. Di lui, ah ah ah, pardon, di lei, avete sicuramente sentito parlare e son sicurissimo che ne avrete discusso anche voi. Un personaggio sicuramente eclettico e che non ama apparire alla luce del giorno. E' un personaggio di cui hanno parlato moltissime riviste, specializzate e non. Ama andare, quasi sicuramente, contro tendenza, anche perchè supera di gran lunga tutte le leggi della fisica e della filosofia, sotto certi punti di vista; la sua carateristica è la sua non esistenza. Anche Newton la incontrò un giorno, per caso, e molti suoi amici ricordano con sgomento la sua decisione presa all'improvviso di abbandonare i suoi studi per dedicarsi completamente al gioco della briscola dedicato agli over 67 e 1/2 presso il bocciodromo di Segrate. Lo stesso Aristotele un giorno disse: "Semmai dovessi incontrare per la seconda volta una persona di siffatta fattura giuro che vado dai Macedoni a dirgli che vengono chiamati barbari dai Greci e che la democrazia è tutta una puttanata volta a giustificare le scopate con le proprie vicine di colonnato.
Sto parlando diiiiiii
sto parlando diiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Filippaaaaaaaaaaaaaaaaa laaaaaaaaaaaaaaaa piiiiiiiiiiiippaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
APPLAUSE APPLAUSE APPLAUSE
La pippa mentale.
Questo fantastico dono del nostro cervello.
Noi gliela chiediamo e lui, candidamente, ce la concede. Sempre e in qualsiasi momento. Tascabile, ergonomica, multiuso. La tua Filippa è sempre al tuo fianco.
Tu stai bene? Hai voglia di stare ancora meglio?
Allora vieni a conoscere Filippa.
Stai male? Vuoi stare ancora più male?
Allora vieni a conoscere Filippa.
Tensione, pippa, relax e torpore.
Esattamente come una sega. Il nostro cervello ragiona proprio come il nostro pene.
Vorrei vedere voi! Poveretto. Lui è lì che si sbatte ogni secondo a filtrare, percepire, catalogare e rielaborare la realtà. E credetemi sulla parola. La realtà non è cosa da poco. Non è affatto semplice come si crede. Al contrario è enorme, è copiosa di indormazioni, messaggi. Oggi più di ieri. E' stato calcolato che un individuo in un solo giorno è sottoposto a una quantità innumerevole di messaggi, 100 volte di più rispetto alla vita intera di un individuo del medioevo. Fenomenale! E volete che non si conceda qualche pausa di tanto in tanto?
Anche il nostro cervello si rilassa: va a puttane.
Pensate quanti sbattimenti ( sempre come dicono a Milano, la città più sbattuta d'Italia. L'unica città dove le meretrici non vanno a battere, bensì a sbattere ) ci dovremmo fare ogniqualvolta dobbiamo mangiare la torta paradiso preparata con amorevole cura dalla nostra mammina.
E se non l'avesse fatta con gl ingredienti giusti o magari avesse ecceduto con l'uovo?
E se l'ha tenuta troppo in forno?
E se la mangio e mi va di traverso?
E se mi chiamasse la mia ragazza al telefono? Cosa le direi? "Scusa amo, sto mangiando la torta da mia mamma e..." no no no, non può andare, forse sarebbe meglio " Senti, ciao, innanzitutto non rompermi i coglioni perchè sono da mia mamma e..."
E se dovessi morire? Cazzo, non ho pronto il mio loculo al cimitero? Porca troia! sarebbe una vera disdetta?
E se dovessero venire gli alieni a rapirmi perchè ho mangiato il loro preziosissimo segreto in base al quale loro si rendono invisibili ai nostri occhi?
E se mi diventa duro e...
E se m....
E se...
E se...
E se...
La pippa mentale funziona così.
E se...
E se...
E se...
Fortunatamente il luogo comune, stereotipo, Filippa la pippa, delle volte vengono in nostro aiuto per cui in una situazione di questo genere sono proprio loro a salvarci. E sì, perchè il nostro cervello ha già vissuto l'esperienza torta paradiso della mamma, mangiala coglione, che buona è e noi ne usciamo come dei gloriosi vincitori dal pantano della battaglia con la nostra ragione mangiando quella strafottuta torta.
- Cazzo è proprio buona!
E io che t'avevo detto, ricoglionito!
Il problema subentra qualora una persona si sposa con Filppa la pippa.
Marcia funebre di sottofondo.
Non ci sono più speranze. Lo abbiamo perso!
Noooooooooooooooooooo.
All'apparenza sembrano persone normali. E invece...
Si muovono come tutti, vivono come tutti, fanno le cose che fanno tutti, frequentano i posti che frequentano tutti, dicono le cose che dicono tutti, si vestono come si vestono tutti, pensano le cose che pensano tutti.
-Chiedo scusa?
Che c'è? Odio essere interrotto quando parlo.
- Mi chiedevo se i soggetti in questione svolgono azioni diverse dalla massa?
Sì, a volte sì.
- Ah bene.
Cosa bene?
- Niente era così per dire.
Ah bene. Dicevamo. Sembrano persone normali e di fatto lo sono. Però vivono costantemente sotto l'infusso di Filippa. Non sono capaci di percepire la realtà nella maniera più oggettiva.
Per carità, lo so, lo so. Non può esistere una versione oggettiva della realtà. La verità forse neanche esiste. Se pensate che anche un frammento video, che non dovrebbe essere nientaltro che una registrazione della reltà, può essere interpretabile, opinabile e perciò possiede una potenzialità intrinseca volta a cambiare la realtà stessa. Se non ci credete guardatevi un po' di Quentin Tarantino, suggerirei Jackie Brown la scena del guardaroba.
Il fatto è che questi individui agiscono di continuo in base a luoghi comuni, stereotipi o, peggio ancora, in funzione di cose che non esistono. Eh sì, perchè, come ha detto il presentatore poc'anzi, la peculiarità di Filippa la pippa è la sua non esistenza.
- Oh cara, è stato fantastico.
- Hai proprio ragione, amore. Anche tu, sei stato meraviglioso.
- Ogni volta sembra sempre la prima volta!
- E' vero, ti amo!
- Anche io tesoro!
- Dimmelo, ti prego, dimmelo ancora quanto mi ami caro.
- Ti amo ti amo ti amo. Ti amo tantissimo.
- Perchè me lo hai ripetuto 3 volte?
- 3 volte? Ma a cosa ti riferisci?
- Mi hai detto ti amo 3 volte.
- Non lo so. Quante volte vuoi che te lo dica?
- Vedi il fatto non è quante volte tu me l'abbia detto, ma quante volte tu vuoi dirmelo; e tu me l'hai detto 3 volte.
- E quindi?
- Quindi tu non mi ami?
- Che cosa?
- Tu non mi ami!
- Ma cosa vai dicendo? Io ti amo cara, più di ogni altra cosa al mondo, più di quante sono le stelle del cielo o i granelli di sabbia che formano il deserto...
- Deserto? Quale deserto?
- Il deserto amore!
- Voglio sapere a quale deserto geografico ti riferisci?
- ( ma che cazzo ne so! ) Ehm...il...Sahara. Sì, il Sahara!
- Lo sapevo, vedi? Come immaginavo tu non mi ami più. Non abbiamo pensato lo stesso deserto. Non abbiamo più le stesse idee come una volta.
- Ma scusa, tu a quale deserto stavi pensando?
- Non cambiare discorso, vigliacco?
- Vigliacco, ma ma ma ma ma...amore, perchè mi dici così?
- Sei solo un vigliacco. Non sei più capace di dirmi in faccia le cose?
- Cosa dovrei dirti...
- Avanti ammettilo! Ammettilo che non mi ami più!
- Ma perchè dovrei?
- Perchè è la verità. Ad esempio, non senti nulla quando mi baci? Dimmi cosa senti?
- Sento un'emozione fortissima, che mi prende e mi travolge tutto. E mi trascina con sè, come l'onda impetuosa del mare che si scaglia sulla riva e prende con sè i sassolini della battigia. Io per te potrei attraversare deserti e praterie, scalare le vette più alte del mondo, camminare scalzo sui carboni ardenti, affrontare mille vulcani contemporaneamente, nuotare attraverso tutti gli oceani del mondo. E sento dentro di me che tutto questo non avrebbe alcun senso se alla fine di tutte queste imprese io non potessi venire da te e attingere dalle tue labbra la linfa vitale che mi permette di sorridere di fronte alle sofferenze e alle disgrazie della vita.
- Quindi tu non...
- Dimmi cara.
- Tu quindi non senti le farfalle nello stomaco?
- ...
- ...
- Mi son dimenticato le farfalle?
- Sì e questa è la prova tangibile che tu non mi ami più.
- Cara, sai che ti dico?
- Sì...
- Ma vaff...e comunque io, le farfalle nello stomaco, le sento solo quando sto morendo di fame. Ma và a morì ammazzata.
Buona fortuna.
by dj Carme
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